Mi auguro solo che non aveva un virus che viene trasmesso agli altri due!
C'è un lungo post sul blog (ore locale 21,53) che spiega perché non sono intervenuti: si sono consultati con vari esperti, sia per il lato sanitario dei falchi sia per quello gestionale/legale. Hanno anche fatto una domanda, lunedì sera, alla Commissione di Natural England per andare a prendere il corpo del piccolo morto per eseguire gli analisi per le tossine e parassiti, che è stata rifiutata. Pensavano di inanellare gli altri alla fine di questa settimana e, allo stesso tempo, eventualmente darli della medicina. La commissione ha rigettato la domanda, dicendo che il nido potrebbe essere disturbato una volta sola.
Dal lato legale, la polizia ha indicato che le persone coinvolte avrebbero potuto essere soggetto ad indagine e perfino azione penale per aver recato disturbo ad un nido di una specie protetta di Classe I (secondo le legge britanniche).
Successivamente, si sono anche resi conto che le due persone responsabili per l'inanellamento non avevano disponibilità di tempo per eseguirlo. Quindi, quest'anno, i piccoli non saranno inanellati.
Ho osservato a lungo Juliet con gli altri due e non staccava gli occhi da loro: come se volesse essere sicura che stiano bene. La sua dedizione al piccolo malato era veramente commovente.
E' anche un altro motivo per non stancarsi mai di queste creature che, continuiamo a ripetere, non smettono mai di sorprenderci.